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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del congiunto dei Comitati di Palo del Colle, Modugno e Bitetto.
Il Comunicato è frutto dell'Incontro tenutosi con L'assessore all'Ecologia della Regione Puglia Onofrio INTRONA sugli insediamenti costituiti dalla centrale turbogas della Società Sorgenia, l' inceneritore della Società Ecoenergia in attesa di parere sulla Valutazione d'impatto ambientale da parte del Comitato VIA della Regione Puglia e la discarica della Lombardi Ecologia, il cui procedimento avviato dalla Regione è risultato, in virtù delle eccezioni evidenziate dai comitati mediante due esposti, non conforme alle normative vigenti.
Per questo motivo dovranno essere effettuate nuove pubblicazioni sullo studio di impatto ambientale con la riammissione dei Comuni di Modugno e Bitonto, inizialmente esclusi dal procedimento.
COMITATI CITTADINI UNITI PRO AMBIENTE MODUGNO NO ALLA DISCARICA PALO DEL COLLE NO ALLA DISCARICA BITETTO
Giovedì 1° ottobre i rappresentanti dei Comitati Pro Ambiente di Modugno e “ No alla discarica “ di Palo del Colle e Bitetto sono stati ricevuti dall’assessore regionale all’Ambiente, Onofrio Introna, per uno scambio di idee. Non hanno dovuto attendere molto, le delegazioni, per ottenere l’appuntamento, perché “far attendere i cittadini è, secondo me, una caduta di stile” ha sostenuto l’assessore. Oggetto della conversazione sono stati la centrale elettrica a turbogas che la Sorgenia ha realizzato e sta collaudando nella zona industriale di Modugno, l‘inceneritore che la Ecoenergia intende costruire a 500 metri di distanza, e la discarica di rifiuti speciali che la Lombardi Ecologia vuole impiantare nella parte dismessa della cava Di Maso lungo la s.s. 96 tra Modugno, Palo del Colle e Bitetto. L’incontro è avvenuto poche ore dopo la Conferenza dei Servizi sull’inceneritore, durante la quale i 3 Comitati hanno presentato le loro nuove osservazioni contro l’impianto, e un mese dopo che la Regione –accogliendo le richieste dei Comitati - ha obbligato la Lombardi Ecologia a depositare i documenti anche presso i Comuni di Modugno e Bitonto, riaprendo così i termini per la presentazione delle osservazioni contro la discarica progettata in agro di Palo del Colle. I tre rappresentanti, Tino Ferrulli, Maria Teresa Capozza e Vito Antonacci, hanno illustrato all’assessore lo stress ambientale cui è già sottoposta la zona, che in pochissimi kmq. accoglie impianti da anni in attesa di messa in sicurezza e bonifica (è il caso della discarica comunale di Palo del Colle, del Cementificio di Modugno e della Vianini di Binetto), stabilimenti a rischio rilevante (tra cui Caradonna Fitofarmaci, Autogas meridionale) e impianti di deposito o trattamento di rifiuti speciali ( si pensi, tra gli altri, alla Recuperi Pugliesi e alla Tersan Puglia). Troppi e tutti nelle vicinanze dei centri abitati, si lamentano i Comitati e con loro i 18.000 cittadini firmatari di varie petizioni. La compromissione della qualità dell’aria in loco, acuita dal traffico veicolare connesso alle attività produttive ha già indotto la Regione a includere Modugno tra i comuni di Fascia C, destinando a ciò cospicue risorse economiche. Per evitare dunque, che il gatto si morda la coda e che soldi pubblici siano sprecati, la spirale di nuovi impianti gravitanti entro lo stesso perimetro – hanno proseguito i Comitati – va dunque interrotta. L’inceneritore e la discarica, entrambi impianti privati al di fuori della programmazione regionale, secondo i Comitati, vanno poi inquadrati all’interno dei Programmi regionali su rifiuti ed energia elaborati dal 2005 ad oggi. In quei Piani la Regione Puglia, che produce tanta energia elettrica da aver superato oltre il 100% rispetto al suo fabbisogno, trasportata su una rete elettrica peraltro fatiscente ed inadeguata, dichiara che ricorrere agli inceneritori per produrre energia non è un suo interesse prevalente, ed anzi gli inceneritori “disincentivano l’auspicato aumento del recupero di materia dei rifiuti”. Una chiarezza che non lascia adito a dubbi: la raccolta differenziata, così come il recupero e il riciclo, fanno a pugni con l’incenerimento. E viceversa. Ma che fare del CDR che si produce nella fase intermedia del ciclo dei rifiuti? La risposta viene sempre dal Piano regionale dei rifiuti del 2005: sarà bruciato prioritariamente da centrali elettriche, cementifici e sansifici già esistenti, e solo dopo la verifica che tali impianti non siano sufficienti, si penserà alla costruzione di inceneritori. Che dovranno essere – sempre secondo i Piani regionali – pubblici e cogenerativi. Sono ancora queste le volontà della Regione – chiedono i Comitati? L’assessore Introna conferma che le volontà non sono mutate, e il suo lavoro, in qualità di amministratore, sarà essenzialmente quello di contemperare interessi, disagi e vantaggi delle varie comunità. I principi che andranno salvaguardati, ha proseguito, saranno la salute dei cittadini e le opportunità lavorative. E qui i conti – per chi ha letto le carte - si riducono alle poche unità lavorative previste dai due impianti: 30 l’inceneritore, 9 la discarica. “Quello che la mia esperienza politica mi ha insegnato è che non si può governare senza il consenso dei cittadini e contro le loro volontà”: con queste parole l’Assessore congeda i Comitati che dopo ave preso Atto della volontà politica dell’Amministrazione Regionale continueranno imperterriti a dar battaglia in quanto le ragioni del NO sono talmente evidenti per non rilasciare alcuna autorizzazione. Le osservazioni presentate in merito agli studi di impatto ambientale sono eloquenti in tal senso e il diniego ai tre impianti riteniamo sia un atto dovuto. Oltre agli impianti summenzionati si è aggiunto il problema della PUZZA NAUSEABONDA provocato da un impianto di compostaggio, i cui olezzi sono divenuti insopportabili a tal punto da ritenere che sia giunta l’ora di dire BASTA e scendere nuovamente in piazza per LOTTARE PER DIFENDERCI sino a quanto quest’ulteriore problema per la salute pubblica non sarà scongiurato. Quello che pretendono i Comitati è la più scrupolosa osservanza delle norme emanate dagli stati comunitari sempre più orientati a tener conto dell’ informazione e partecipazione del pubblico ai procedimenti relativi a detti insediamenti.
E’ nostro obbligo morale rimarcare che la SALUTE è il PRINCIPIO FONDAMENTALE DELLA VITA. Si parla tanto se un bambino contrae una patologia tumorale e, non si dice nulla su cosa si sia fatto per evitarlo.
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